Da bambino ero veramente molto inserito in quella fantastica cerchia elitaria di eletti (un po' snob) altrimenti nota come parrocchia. Buona parte della mia vita si svolgeva in funzione del culto del signore santissimo Iddio, vita che portavo avanti con devozione e fede. Che poi manco a dire che lo facessi perchè mi ci mandavano i miei, anzi, ho avuto i genitori più anticlericali che potessi avere (non è che andavano a fare le messe nere, però se ne sbattevano altamente): la mia era una scelta di vita dettata dal libero arbitrio. Perchè io ero uno della parrocchia e mi sentivo pure un figo.
La vita del buon parrocchiano non è affatto una vita semplice, tutt'altro: è ricca di impegni ai quali devi far fronte in salute e in malattia, se ti defili sei il male assoluto in quanto spinto da Satana. Durante la settimana ci sono gli incontri-svago. Ti fai i tuoi compiti e poi vai in parrocchia,la quale è dotata di un campo da calcetto e di un campo di cemento dove puoi fare quello che cazzo ti pare, dal chiacchierare deliberatamente dei misteri della rivelazione con fare da novizio, al giocare a pallavolo senza rete e talvolta senza palla: che cazzo ti serve la palla se hai cristo? Io non giocavo a calcetto perchè no, non mi piaceva; dopotutto sono venuto su frocio. Durante la settimana poi c'era il catechismo, due ore di trip allucinanti su cristo la madonna e lo spirito santo in cui tu pensavi solamente a quando saresti tornato a casa a masturbarti (era il periodo della tempesta ormonale).
Il sabato, il giorno prima dell'evento più importante della tua vita (evento che comunque si riproponeva ogni fine settimana), ovvero la santissiiiiima messa, c'erano le prove di canto. Perchè se facevi parte del coro potevi troppo vantarti, eri veramente inserito, eri troppo avanti! Resta poi da capire che cazzo ci facessi nel coro vista la mia rinomata intonazione inesistente.
Domenica c'era quindi la messa, alle 10,30 in punto. In cui potevi veramente sentirti un cristiano con uno scopo. La domenica pomeriggio c'erano pure gli scout ma non potevo frequentarli: mia madre accettava (prendendomi comunque per il culo di continuo) la mia devozione alla parrocchia, ma sul fatto di non volere un figlio scout era stata dogmatica: pure a fare lo sfigato con gli scout NO.
Ma c'era un'altra cosa su cui mia madre si era dimostrata di un'intransigenza irremovibile: fare il chirichetto. Ora, fare il chirichetto durante la messa è il massimo che puoi raggiungere. Vuol dire che sei veramente arrivato e che andrai in paradiso. Cioè cazzo, una figata assurda. E io desideravo ardentementeeee fare il chirichetto, era un'ossessione. Ma mia madre: assolutamente NO. Glielo chiese pure il prete, che mi adorava (no tranquilli, poi non mi costringeva a spompinarlo nel confessionale), ma niente: NO. Finchè una domenica prima della santissimaaaa messa, accadde che il chirichetto prescelto di turno non arrivò e c'era l'emergenza immediata di sostituirlo: andare contro mia madre infrangendo quindi un comandamento o seguire cristo anche nelle avversità? Scelsi cristo e mi proposi. Ero emozionatissimo. Non sapevo minimamente cosa fare, non ero stato preparato! Per cui feci un casino. Perchè ora non ricordo bene i dettagli (non metterò piede in una chiesa da dieci anni) ma tipo durante la funzione dell'ostia c'è di mezzo del vino. Vino che io feci cadere nel bel mezzo dell'estasi suprema dell'eucarestia, imbrattando tutto il sacro altare e creando il panico.
Volevo morire.
Da allora i miei rapporti con la parrocchia hanno subito un rapido processo di distacco, culminato nel mio essere diventato l'anticristo. No vabbè, diciamo che mi professo agnostico perchè dire che sei agnostico ti rende molto più affascinante, ma in merito a certe questioni ho delle idee tutte mie, che non vi verrò a dire qua.
La morale di questa bellissima storia è: a dio sto proprio tanto sul culo.
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Mi sono innamorato.
Non so se è la primavera e il mio ormone particolarmente inferocito (mi arrapa chiunque, si), non so se è perchè ho deciso di fare tabula rasa di tutti i miei svariati flirt (proprio questo periodo che ho l'ormone omicida, non capisco perchè il mio cervello non ragioni in stretta collaborazione con il mio pisello, ma ok, lo accetto) e quindi mi sento soloooo, ma tant'è, mi sono innamorato.
Lui ovviamente non lo sa.
E' il tipo che fa il promoter della carta di credito city travel pass, in aeroporto. Ho trascritto con cura il nome solo nella speranza che giunga qui tramite google, almeno vengo sputtanato e risolvo qualche problema subito. Perchè non so come si chiama, non so quanti anni abbia, non so che cosa faccia nella vita (a parte il promoter), non so se mangia l'abbacchio a pasqua, non so quante volte va in bagno al giorno, non so se crede in dio padre onnipotente per tutti i secoli dei secoli, non so proprio un cazzo. E neanche mi sogno di chiederglielo. Giammai. Mi vergogno. E poi che gli dico? Certo potrei andare lì e informarmi su quella merda di carta di credito: "Ma quindi, questa carta di credito? Quanto posso spendere? Ma le spese? Ah lo sai che ti amo?". No, troppo banale. E comunque mi vergogno. Al momento la mia danza di corteggiamento da gazzella monca consiste nel passare davanti alla sua postazione all'incirca ottantasei volte nel giro di mezzora, fingendomi tra l'altro sempre estremamente indaffarato, come se il mio passaggio lì, nel 90 per cento dei casi assolutamente inutile e ridondante, fosse di grande importanza per il mondo. Ogni tanto lancio uno sguardo per qualche infinitesimale frazione di secondo, perchè poi subito mi vergogno. Secondo me pure lui un po' mi guarda ma potrebbe essere per i più disparati motivi, magari pensa "ma tu guarda sto sfigato", "ma dove va questo essere ridicolo","oddio ancora questo non lo sopporto","mi fai schifoooo","vorrei vederti mortooooo". Cielo, che vergogna. E io che lo amo.
Cosa cazzo devo fare? Cioè siccome non agirò mai, perchè, non so se è chiaro: mi vergogno! Cosa devo fareeee per dar modo a questo amore così vero, così sincero, così forteeee e molto probabilmente unilaterale di vivere in tutta la sua sbrillucicante estasi di tulipani rosa e gialli, cosaaaaa! Che poi neanche è così figo ora che ci penso. Magari se ci parlo mi sta pure sulle palle. Magari è semplicemente il cervello che ha firmato un subdolo armistizio col pisello. Ma è amore, lo sento.
Sarete ovviamente informati di tutti i più fantastici risvolti (che probabilmente avverranno solo nella mia testa malata).
Che vita amara.
UPDATE: grazie alla mia mafia aeroportuale so adesso come si chiama e quanti anni hai. Sinceramente preferivo non saperlo. Già lo amo di meno.
UPDATE 2: già lo odio.
UPDATE 3: l'ho pure sentito parlare e mi fa cagareeeee, l'ho rivisto bene e mi fa cagareeeee, dunque lo odio. Basta. Penso che questa fantastica storia d'amore sia giunta al termine.
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