martedì, 21 aprile 2009
JACK
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Ci sono giorni che la mancanza di Jack è più acuta del solito. Io e Jack eravamo inseparabili, stava sempre con me e facevamo tutto insieme. Mi accompagnava a scuola e mi faceva distrarre durante le lezioni; era sempre pronto ad ascoltare le mie confidenze più intime,annuiva senza mai giudicare; la mia prima sega me la sono fatta insieme a Jack, che aveva trovato le videocassette porno di mio padre; lui era sempre il primo a leggere il mio romanzo e ne era entusiasta (dovete sapere che in tenera età ero già un enfant prodige della letteratura contemporanea, il mio romanzo "La vedova", che narrava le avventure di questa donna che ogni relazione che aveva terminava con il rapido decesso del fidanzato di turno, vanta vari sequel, arrivando al numero 5, e una tiratura di almeno due copie); mi faceva ridere quando ero triste e condivideva la mia gioia quando ero felice; ci facevamo grasse risate guardando le vicine ciccione che litigavano; quando andavo a nuoto era lui che mi plagiava facendomi saltare la mezzora di riscaldamento prima nascondendosi nello spogliatoio con me e poi mi derideva quando in acqua mi venivano i crampi al piede; Jack giocava con me a Barbie ed era l'unico a conoscere questo torbido segreto (che poi la colpa era stata di mia madre che mi aveva comprato una barbie, vai a capire perchè! Ora è tutto chiaro ma all'epoca ne ero inconsapevole. Jack faceva Batman e io ero Barbie malibù, e facevano all'ammore quei due porci); Jack era veramente un figo e io gli volevo tanto bene.
Jack comunque era il mio amico invisibile.
Tutti lo conoscevano ma nessuno lo vedeva. E questo ha decretato la sua morte. Ricordo ancora ogni singolo dettaglio di quel nefasto giorno. Eravamo nell'auditorium della scuola, il posto accanto al mio sembrava apparente libero ma non lo era, c'era Jack, che sbuffava perchè si stava rompendo troppo i coglioni. Quando all'improvviso arriva di corsa una mia compagna di classe, non riesco neanche a fermarla (perchè sapevano tutti chi era Jack) per dirle che quel posto era occupato, quando ecco che con una ferocia non comune poggia il suo grasso culo sul mio amico. Dopo una breve ma impietosa agonia, Jack è morto. Morto. E' stato terribile.
Mi manca tanto.
(E' un periodaccio cari miei (due) lettori, sono ancora incerto sul da farsi: comprare una pistola, ritirarmi dalla vita mondana ed andare in Tibet a trovare il mio vero io oppure ricorrere ad una semplice castrazione chimica)
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