Dovete scusarmi ma ultimamente sono estremamente impegnato. Mi immolo ogni giorno al lavoro fra passeggeri pazzi e nuove regole ryan air dimmerdaaaa (non prendete più quella compagnia, deve fallire), sempre tremila cose da fareeeee, senza contare la gravidanza che sto portando avanti da quindici mesi ( ho lo stesso periodo di gestazione di un elefante), per non parlare dei miei impegni burocratici in argentinaaaaa, e non vi accenno neanche al mio secondo lavoro notturno in un night club dove ballo la lap-dance acrobatica mantenendomi in equilibrio col solo pollice della mano sinistra e in tutto ciò ho un pitone di 3 metri intorno al collo. Insomma, il tempo per scrivere qualcosa di decente al momento mi manca, ma lo troverò presto, lo giuro sul dio che regna nei cieli.
Nel frattempo vi comunico però una cosa importantissima, ovvero la nascita su facebook della pagina di upclose, che se non lo sapete è il blog che state leggendo in questo momento. Per cui andate tutti immediatamente a questo link e iscriveteviiiii!! La vostra iscrizione sarà ovviamente gradita e non è una semplice iscrizione fine a se stessa, chi farà parte di questa fantastica comunità sarà sempre aggiornato sugli eventi di questo blog (ovvero quando posto ogni morta di papa), sarà omaggiato di rispetto e una pacca sulla spalla, e avrete anche la possibilità di ricevere fantasmogorici regali (ovvero mie foto di nudo artistico).
Io sono un lavoratore precario. Devo dire che questa cosa non è che mi scocci più di tanto, dopotutto anche il mio cervello è abbastanza precario, quindi se avessi un contratto di lavoro decente a tempo indeterminato che prevedesse ferie e ricchi premi e soprese, probabilmente mi lamenterei ugualmente, perchè sono precario nel cervello. Non so cosa significhi quello che ho detto, ma assumiamolo come un ragionamento dotato di una certa logicità. Quindi niente, a me sta benissimo così per ora. Ho 23 anni (fra un mese 24 ma sono ancora 23, ok?)(qua a fianco dice ancora 22 ma non sono in grado di modificarlo, ok?) e non me ne frega nulla se sono precario o no, me ne preoccuperò quando avrò famiglia, un mutuo da pagare, un cane e un negretto adottato. Poi da grande farò il padrone del mondo, di sicuro avrò un contratto figo. Tutto questo incipit per dire che da poco più di una settimana ho ricominciato a immolarmi in aeroporto, dopo circa due mesi che non ho combinato assolutamente nulla. E quell'assolutamente non è semplicemente un'iperbole fine a se stessa, è una pura e semplice constatazione.
La mia vita senza lavoro mi piace enormemente di più, perchè io nasco fancazzista e morirò fancazzista, è questione di attitudini credo. Ognuno di noi nasce con uno scopo nel mondo (questa cosa l'ho imparata studiando in India,si), il mio scopo è quello di non fare un cazzo. Bisogna solamente accettarlo e regolarsi di conseguenza. Che poi non è che non ho proprio niente da fare: devo dormire almeno 10 ore, devo buttare ore su facebook (è inutile che fate i fighi che non siete iscritti e lo snobbate, vaffanculo), devo leggere i miei libri perchè io sono una persona colta, devo stare sul letto a fissare il vuoto, devo uscire e divertirmi, cazzeggiare, spendere i soldi. Per il resto vi rimando qui. Di cose ne ho da fare quindi, neanche mi bastano le 24 ore giornaliere che abbiamo a disposizione. Se ne tolgo 6 di ore (che in media sono le ore che lavoro in un giorno, esclusi i due giorni di riposo), la mia vita subisce un autentico shock, che influisce negativamente sul mio fisico e sulla mia sanità mentale: ho le occhiaie che minano la mia bellezza, sono nervoso e quindi affabile quanto un ghepardo che non mangia da 3 mesi, sono stanco sempre e comunque. E ciò è male.
C'è comunque un però, che è la discriminante omicida. Dopo due mesi che non lavori, tu che hai voluto l'indipendenza economica e che quindi non accetti caramelle dagli sconosciuti, tu che oltre all'indole del fancazzismo possiedi anche quella dello spendere selvaggiamente, cosa che ti crea anche degli orgasmi, dicevamo, tu, ti ritrovi improvvisamente senza una lira. Che è una cosa apocalittica. E quindi quando finalmente dopo due mesi ti richiamano per firmare il nuovo contratto di lavoro (perchè c'è crisiiii in genere stai fuori contratto solo 20 giorni e mai due mesi), ringrazi immancabilmente il dio che sta lassù. Dopo il primo giorno di lavoro già lo bestemmi quel dio perchè l'equilibrio spirituale che avevi raggiunto nei due mesi di fancazzismo è andato già irrimediabilmente a puttane, ma vabbè.
Morale: i soldi sono il motore del mondo, non è la scoperta dell'acqua calda ma tutte quelle cazzate che ci propinano sull'amore, la serenità e tutti quei fantastici valori positivi, sono assolutamente, inconfutabilmente e irrimediabilmente stronzate.
Postilla: ho bisogno di un uomo. Dopo un anno di storielle insignificanti e trombate allegre che mi stavano benissimo perchè avevo scelto così e volevo così, ora affiora di nuovo quella stupida esigenza di avere una figura accanto. Che palle. Diamo quindi il via al concorso: vuoi diventare il nuovo fidanzato di upclose?? A breve i provini.