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martedì, 30 gennaio 2007
HO PESTATO UNA MERDA DI CANE

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Questa mattina mi sveglio,tutto felice e contento,mi lavo,mi vesto ed esco: torno all’università dopo all’incirca due mesi che non ci vado.Ovviamente non devo fare nessun corso né tantomeno un esame:devo pranzare con i miei amichetti di uni che non vedo da tantissimo tempo e mi mancano tanto tanto e ciò mi rende di ottimo umore .E il fatto che di mattina io abbia un umore ottimo è una cosa davvero anomala.

Esco così di casa e mi dirigo verso la stazione,tragitto di all’incirca 10 minuti a piedi che faccio sempre.Andava tutto bene finchè ad un certo punto la mia retina riproduce in ogni minimo dettaglio l’immagine del mio piede nell’atto di pestare una merda sul marciapiede.Ormai il peso era scaricato sul piede,non c’era nessun modo per fermarlo,NESSUNO.E con l’orrore negli occhi e una bestemmia scandita in ogni singolo fono con un tono di voce a metà fra l’ oddio – mi – sta - inseguendo - un-maniaco-con – una -motosega e l’ oddio -un- cane- mi-sta - mordendo- lo -scroto,bestemmia che ancora risuona in quella via,tanto che a breve ci metteranno un santino di padre pio per esorcizzarla,mi godo tutto lo spettacolo e pesto quella cazzo di merda di cane.

Da qui inizia la mia odissea per togliere quella merda da sotto la scarpa,odissea che se paragonata a quella di Omero,ne verrebbe fuori la figura di Ulisse come di un cretinetto che ha paura della sua stessa ombra.Si,cari lettori,togliersi da una scarpa (da un paio di tiger per l’esattezza) una merda è cosa ardua nonché impossibile.Mi diletto così in varie pratiche che però sembrano non arrecare nessun miglioramento.
Tattica numero 1: strusciare i piedi sul marciapiede e sull’asfalto camminando come un bambino autistico. Esito: pressoché nullo,così rovini solo le scarpe e riesci ad eliminare solo lo strato superficiale.
Tattica numero 2: saltellare sperando che la forza di gravità faccia cadere sull’asfalto quei rimasugli di merda rimasti inevitabilmente fra le insenature della suola della tua cazzo di scarpa.Esito: pressoché nullo,è un’idea palesemente stupida.
Tattica numero 3: buttarsi in un prato e strusciare copiosamente le scarpe sull’erba.Questa è la tattica che più ha avuto fortuna ma ha minato per sempre la mia vita sociale tanto che d’ora in poi sarò per sempre ricordato come “il tizio della merda sotto il piede” perché si,l’unico prato (che dire prato è parola grossa,diciamo insieme di erbetta) disponibile è quello della stazione.La stazione è piena di gente.E io sono stato osservato da una moltitudine di sguardi indiscreti mentre strofinavo le scarpe sull’erba con fare disperato e urlando qualsiasi tipo di imprecazione a tutti i santi del calendario e anche a quelli che non esistono.Il fatto che ogni tanto tirassi su il piede per vedere gli esiti non lasciava spazio a nessun tipo di dubbio: avevo una merda sotto il piede.

Alla fine,dopo varie peripezie,sono riuscito finalmente a vincere la mia impossibile battaglia contro la merda,ne sono uscito sudato e provato,e con una pessima reputazione.E se tante volte avessi avuto l’ardita idea di prendere un fazzoletto e pulire tutto ciò da me,decisione che non avrei comunque preso in NESSUN caso,non avevo neanche un fazzoletto e mi sembrava un’umiliazione troppo grande chiedere un fazzoletto a qualcuno e poi far vedere che non lo usavo esattamente per soffiarmici il naso.

In tutto ciò pensavo: beh,quantomeno si dice che porti fortuna.Cazzate!Poco dopo mi ha richiamato l’aeroporto.Ok,speravo che mi richiamassero ma per Fiumicino,e invece no!Da domani tornerò a sgobbare in quella merda di aeroporto di ciampino,che voi tutti sapete che io aborro quanto la morte.Torno ad essere lo stewart più scazzato del mondo.Quantomeno avrò di nuovo uno stupendio.Però cazzoooooooo.

Odio tutti e tutto.Non vi avvicinate,mordo.

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Perla di Upclose alle ore: 20:21| nella categoria :incazzature|Link Post

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sabato, 27 gennaio 2007
LA PECORA E LA FOGLIA DI FICO

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Questa è la parabola della pecora e della foglia di fico.

Un bel giorno la pecora si svegliò,bevve il suo caffè e si fumò una sigaretta.Memore del detto “caffè e sigaretta cagata perfetta” si affrettò ad andare a pascolo in modo da poter dar pace al suo intestino inferocito.Fece così le sue pallette di cacca su una foglia di fico.Stava per andarsene quando sentì una voce “a stronza!”.Non capendo da dove provenisse quella voce,la pecora fece di nuovo per andarsene ma ancora “ah fai pure la gnorri?Li mortacci tua!”.Un po’ arrabbiata allora la pecora disse “Aò ma chi sei?”.Le venne risposto “Sono la foglia di fico,zoccola!Mi hai appena lasciato addosso le tue pallette di merda,ti dispiace toglierle che puzzano?”.E la pecora “ma che schifo è merda!”.”E’ uscita dal tuo culo,pecora!”obiettò la foglia di fico.”Ma sempre merda è!Come la tolgo,mi fa schifo toccarla!” disse allora la pecora.E la foglia di fico “Ma sti cazzi,un modo lo trovi che io non c’ho tempo da perde!”.Allora la pecora spazientita “Senti vaffanculo,potevi dirlo prima se ti dava fastidio!Io me ne vado e tante care cose!”.E così la pecora se ne andò e visse per sempre felice e contenta.E la foglia di fico si attaccò al cazzo.

Cosa ci insegna questa parabola cari discepoli?
Discepolo gigiusmirzu: che gli stronzi la fanno sempre franca?
Discepolo arcimboldo: che bisogna lottare contro le persone incivili?
Discepolo argiunbaldo: che dobbiamo prenderci cura della natura?
No sciocchi,la morale è: se sei una foglia di fico hai poco da rompere le palle.

Ed ora qualche comunicazione sparsa.

Come già accennato nei commenti al precedente post,le mie gengive stanno meglio,merito di un collutorio a base credo di acido muriatico che mi ha bruciato tutto il palato ma ha avuto effetti miracolosi sulle mie povere gengive sanguinanti.Dunque non morirò.C’è però di nuovo che da ieri un carissimo dente del giudizio mi ha spappolato una gengiva volendo uscire prepotentemente.Ciò ha avuto effetti devastanti su di me e la mia psiche: un dolore terribile che mi porterà direttamente all’inferno dato l’alto numero di bestemmie che mi induce a pronunciare,insonnia,sempre causata dal dolore,metà faccia gonfia,che ha determinato il mio rimanere a casa questo sabato sera,che nessuno può vedermi in queste condizioni,sono un mostro.Come se non bastasse ho dovuto necessariamente prendere un antidolorifico,dal quale sono ormai totalmente assuefatto nonostante lo abbia preso solo una volta.Ora sono in un mondo ovattato fatto di uccelli che cinguettano.Uccelli veri,quelli che volano.Solo un dubbio: questo dente del giudizio causa di strazianti sofferenze,mi darà giudizio?

Devo fare delle modifiche al template.Cioè di base il template rimane quello che è,però vorrei dargli una svecchiata,sistemare le robe nelle colonne,i link,varie cose.E vorrei anche un header nuovo,solo che io non sono in grado e non ho idea di come lo voglio.Però qualcuuuuuno me lo fa??Daiiiii!So che potete farcela!Però se poi non mi piace e non lo uso non ci rimanete male eh!Però qualcuno me lo faaaaa?

Devo andare a torino.Lettori torinesi,avete consigli su qualsiasi cosa riguardi torino?Io vi ascolto.

Vi odio tutti.Vado a prendermi a martellate,tanto sono un rottame.

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Perla di Upclose alle ore: 23:56| nella categoria :comunicazioni, parabole|Link Post

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mercoledì, 24 gennaio 2007
LA POVERTA'

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Come voi tutti sapete,ho lavorato per 6 mesi in aeroporto,facendo orari impossibili che mi hanno trasformato in un automa incapace di intendere e di volere.Ma tali sacrifici sono stati onestamente bilanciati da guadagni esorbitanti che mi hanno reso in pochi mesi un capitalista senza scrupoli dotato di carta di credito.Ebbene si,dal povero disadattato che ero,mi sono trovato improvvisamente con una somma di odoroso denaro non indifferente solo ed esclusivamente mia,mica cazzi.

Cosa sarebbe stato giusto fare per questo neo borghesotto di umili origini proletarie?Tenere da parte una somma ragionevole di soldi per garantirsi un cuscino soffice su cui sbattere il culo nelle avversità,oppure spendere tutto in qualsiasi tipo di stronzata,pensando al proprio patrimonio come un pozzo senza fondo dal quale prelevare acqua che tanto è acqua e ci sta sempre?Ebbene,il neo borghesotto scelse la strada più semplice ma a ben guardare effimera e si dedicò alla dissoluzione più assoluta,disseminando i frutti delle sue fatiche in viaggi brevi ma onerosi,acquisti incontrollati di qualsiasi tipo di merce,notti trascorse fra fiumi di costosi cocktails e altre prelibatezze riservate solo ai ricchi che non stiamo qua a citare (no,non sono andato a mignotte).La vita era facile per lui,uomo totalmente privo di una mentalità pragmatica che avrebbe tenuto quei soldi al calduccio confortante di un conto bancario,trasformando il suo animo da magnanimo a tirchio.No,questo 21enne ormai ricco detestava i tirchi e facendosi forte del banalotto ma convincente ragionamento “se domani attraverso la strada e un tir mi ficca sotto e muoio,che cazzo ho messo da parte i soldi a fare?” sperperava,sperperava e sperperava.Anche con un certo godimento fisico.

Insomma,tutto questo per dire che ho finito tutti i soldi e che sono ripiombato nella povertà assoluta.E visto che i miei pensano che ho ancora da parte qualcosa,perché dal loro punto di vista è inconcepibile che un uomo possa spendere quella quantità di denaro in neanche due mesi,non mi danno nulla e neanche posso chiedergli nulla.E mi devono richiamare dall’aeroporto per ricominciare a lavorare,ma non mi chiamano,cazzo.E sono nella merda,cazzo.Per cui da oggi inizia ufficialmente il mio periodo da zingaro di merda.Mi sono dato delle regole.
- Ridurre le sigarette fumate ogni giorno,che ora ammontano ad un pacchetto consumato in 24 ore e che no,un pacchetto mi deve durare almeno due giorni.
- Non comprare ricariche per il cellulare,riducendo così a nulle le mie relazioni sociali in vista di una vita in casa da eremita con l’ascella perennemente puzzosa.
- Al secondo punto si lega questo: non avendo più rapporti sociali eviterò le uscite mondane che sono uno sperpero di soldi in alcool e stronzate.
- Non comprerò più libri,che tanto sono povero e della cultura me ne sbatto,cd,che la musica è inutile,e vestiti,tanto nessuno più mi vedrà e starò sempre in tenuta casalinga,ovvero con tuta,felpa e ciabatte.
- Diventerò tirchio come una merda.

Questo stato delle cose perdurerà fino a quando non ricomincio a lavorare.Quindi non so fino a quando.Oppure divento un marchettaro,non lo so.Di una sola cosa sono certo: che appena ho qualche soldo lo spendo,sarà sempre così.

Morale: ciao sono robin hood,rubo ai ricchi per dare ai poveri.E poi i poveri diventano ricchi e li derubo a loro volta e li metto pure a pecora.

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Perla di Upclose alle ore: 19:24| nella categoria :riflessioni, ingiustizie|Link Post

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lunedì, 22 gennaio 2007
LA FINE

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Dunque,cercherò di non essere diretto e di darvi questa notizia con tatto:ebbene,sto morendo.Sisi,non fate quelle facce.Succede.Si nasce e si muore e poi ci si reincarna in qualche animale strano e poi si muore e si rinasce e si muore (perché questo è un blog colto e crede nella metempsicosi).E’ che sono malato,sono terribilmente malato e mi rimangono pochi giorni di vita.La mia malattia consiste essenzialmente nell’avere le gengive rosse come il culo di quelle scimmie brutte come la morte,ora non mi viene il nome scientifico,e tale rossore mi provoca tanto fastidio ed occasionali fuoriuscite di sangue inaspettate,sempre dalle gengive rosse come il culo di quelle scimmie lì.Mi pare evidente che io stia esalando i miei ultimi respiri e che a breve passerò a nuova vita,in un mondo fatato fatto di alberi di pesche,fiori gialli e orsetti lavatori.Non mi sembra neanche necessario andare dal dentista e non perché non ho soldi neanche per comprarmi un pacchetto di gomme se mi puzza l’alito,che ho finito tutti i soldi guadagnati in mesi di duro lavoro e ora mi ritrovo con le pezze al culo peggio di quando ero povero,no,non è per questo: semplicemente conosco il mio destino e non voglio sentirmelo comunicare da un medico.Non ci vuole una laurea in odontoiatria per sapere che morirò per arrossamento delle gengive.E’ una malattia terribile,che ti colpisce all’improvviso e ti annienta in pochi giorni,lasciandoti solo e schifato da tutti.E con i denti rossi di sangue molto vampireschi.

Dato quindi il mio decesso,che avverrà a breve,lo sento,mi vedo costretto a salutarvi come si deve.Che poi è un casino,va a finire che non posto più e voi lasciate commenti stupidi del tipo “ma perché non postiiii”,”che fine hai fattoooo” e affini,quando in realtà io non potrò mai più aggiornare perché sono morto e nessuno lo saprebbe mai,rimarreste sempre all’oscuro della drammatica verità.Ed io non posso permettere questo.Per cui sarà questo un post di addii,di strazianti scene patetiche che coinvolgeranno lacrime amare che bruciano sul viso come gocce di limoneeeee e urla disumane fatte di disperazione,rassegnazione e compassione. Ho accettato la mia sorte beffarda,ho accettato di avere le gengive sanguinanti ,ho accettato questa morte nefasta. Non abbiate pietà di me,sono un uomo forte e so prendere le cose con la giusta dose di intelligenza e serietà, siate tranquilli. E voi non siate tristi,ci sono tanti altri blog interessanti da leggere,e poi potete sempre leggervi l’archivio,che agli inizi anche se mi seguivano due gatti comunque io scrivevo e certi post meritano rispetto e letture come quelli più recenti.Quindi addio miei cari,vi faccio anche ciao con la manina e vi dedico un sorriso smagliante dalle fosforescenti tonalità rosso sangue.Vi voglio bene,chi più chi meno.Chi per niente che mi sta proprio sul cazzo.Vado a mandare i vari sms mortuari,ora si usa anche questo.C’è una tariffa speciale.Ok vado sul serio,ciao.

(dite che devo prendere appuntamento dal dentista o posso rivolgermi serenamente a un muratore?)
(no comunque sbavo sangue dalla bocca,è terribile,ho le mestruazioni orali?)
(aiuto)

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Perla di Upclose alle ore: 17:15| nella categoria :comunicazioni|Link Post

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giovedì, 18 gennaio 2007
COSE FOLLI

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Volevo confessarvi oggi il mio amore inspiegabile per i manichini.Perchè si,io prendo delle infatuazioni tutte cuoricinose per i manichini.Ci sono dei manichini veramente fighi,cazzo!E io mi innamoro,che ci devo fare?Sarà forse la frustrazione e la totale mancanza di fiducia nei rapporti umani e lo schifo verso la razza umana in generale a far si che io mi dedichi agli esseri non viventi?Non lo so,ma dei risvolti psicologici delle mie passioni me ne sbatto altamente.Io li amo.E non venite a dirmi che sono solo pezzi di plastica con delle parrucche in testa perché non vi credo.I manichini sono reali e mi parlano.Va bene?E non è vero che sono immobili,loro si muovono,ok?Loro sono veriiiii!Lui è la mia ultima fiamma,ci siamo conosciuti l’altra sera e abbiamo pomiciato.Non so come si chiama,però gli voglio già bene e lo penso in continuazione.Saremo felici insieme,lo sento.

Per il resto,visti i risvolti pietosi della mia vita ultimamente,il mio cervello è sempre più restio a partorire pensieri normali e molto spesso concepisce idee altamente pericolose e folli.Così lunedì sera,preso da un raptus propositivo,chiamo l’inestimabile cavalla “tesò,domani andiamo a Firenze e restiamo la sera in giro e ce ne torniamo la mattina col primo treno?”.Mi viene risposto “Siiii che figata!”.Nel giro di 12 ore ci troviamo così nella ridente Firenze,due frustrati dalla vita contro tutti!Da qui inizia una storia di deliri e perdizione,di corpi dilaniati dal freddo ma che vanno avanti impeterriti per la loro strada,di vie percorse sei volte in lungo e in largo (via ghibellina ormai ti conosco meglio dei miei peli sulle gambe),di richieste di informazioni imbarazzanti e di risposte evasive e paracule che ci conducono ovunque tranne che nei posti dove vogliamo andare,di camerieri rompicazzi che fanno i provoloni con le ragazzette americane e a noi ci vogliono cacciare dalla pizzeria,di baristi di nazionalità ignota ma dal bicipite possente che ci fissano bramosi a entrambi e noi non capiamo su chi dei due hanno mire espansionistiche,di luoghi di perdizione situati sotto terra che offrono rifugio a strani ed ambigui personaggi (ed il fatto che in breve io e cavalla siamo diventati gli idoli di quel posto la dice lunga sui nostri livelli di sanità mentale),di rimorchiamenti inspiegabili ma molto spesso graditi (Bluetooth dove seiiiiii doveeeee doveeee),di pisciate notturne in mezzo alla strada che non c’era nessuno ma mentre pisci si,ti spunta qualcuno dietro l’angolo anche alle 4,30 di mattina,di treni per il ritorno con tutti i posti esauriti che pensi che rimarrai a Firenze per sempre quando i tuoi sanno che sei da amici a dormire ma poi un modo per tornare a casa lo trovi,di paranoie equine (“oddio cazzoooo ma il biglietto che ho preso per tornare è datato 16 gennaio e non 17 come cazzo facciamoooo ci hanno fregatoooo ma cazzoooo” tutto ciò urlato in maniera disperata in una stazione di smn che alle 5 di mattina contemplava il silenzio)(salvo poi accorgersi che era il biglietto del giorno prima e non il biglietto che avevamo preso),di rincoglionimenti mattutini upclosiani (“il muffin lo vuole al mirtillo o al cioccolato?”,io rispondo “si!”.E dopo che ci siamo finalmente capiti “ok sono 3,10euro”.E io “ecco”.dando 1,20euro che però mi sembravano di più)(non voglio immaginare quello che la tizia del bar ha pensato di me,ma credo che la mia faccia da tossicodipendente sieropositivo che ha appena passato una notte insonne fosse di per sé abbastanza esplicita),di follie davvero folli che ci hanno fatto divertire da matti.Tesò ti adorooooo!!

Cari lettori,se siete tristi,depressi e volete suicidarvi,fate qualcosa di pazzo,vedrete che passerà tutto e il giorno dopo,sebbene con il corpo martoriato dal freddo,dal non dormire,dall’alcool,dai stravizi,sarete euforici e riderete per  qualsiasi  stronzata.Lo dovete a voi stessi.

E un’ultima cosa,non lo annuncio ancora perché sono scaramantico e non si sa mai,ma dovrei essere finalmente riuscito a fare una cosa che va avanti da mesi e mesi.Per cui sono giunto alla consapevolezza che:

Dio c’è.
Per tutto il resto c’è mastercard.

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Perla di Upclose alle ore: 18:25| nella categoria :comunicazioni, storie di vita vissuta, racconti del terzo tipo|Link Post

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lunedì, 15 gennaio 2007
IN CHE VERSO SI METTE IL PISELLO NELLE MUTANDE

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Il titolo è in onore di una delle chiavi di ricerca più belle che ho mai avuto.Tu che l’hai digitata,si,proprio tu,hai poi svelato l’arcano?Lascia pure qui un commento,rimarrà tutto fra noi.Non vuole questo essere un post sulle chiavi di ricerca,ho deciso che ne farò quando veramente questo blog sarà alla frutta e non avrò più argomenti da proporre.Non che normalmente ne abbia,dopotutto c’è gente che è giunta qui digitando “un blog che fa schifo...”,lasciando spazio a  pochi dubbi circa la validità di questo blog .Google ha una sua logica e un suo cervello,ne sono fermamente convinto.

Per il resto,è tutto uno schifo.Se qualche post fa annunciavo un 2007 scoppiettante e sereno,mi costa ammettere che i giorni a seguire sono stati,curiosamente,un susseguirsi di sfighe e delusioni,tanto che mi vedo costretto a ritrattare tutto e a dichiarare un rumoroso FANCULO TUTTI (con tanto di rutto finale);prendi la vita con ottimismo e ti va tutto male,e allora che devi fare?Devi darti fuoco,ecco.Da come potrete intuire il mio umore questi giorni non è dei più eterei,non è che sono depresso: sono incazzato nero,è diverso.E questa incazzatura va sfogata,ma con chi?Troppo facile prendertela con tua madre,che torna a casa e ti dice: ti ho comprato un paio di calzini bellissimiiii!Calzini che poi si sono rivelati essere fucsia.Evidentemente mia madre ha una concezione virilissima di me,quasi quasi me ne compiaccio.Dicevo,troppo facile prendertela con la tua cana,con i tuoi amici che ti danno buca,con chi so io,con la pace nel mondo,con l’effetto serra,troppo facile.Sfortuna ha fatto si che ci trovassimo in periodo di saldi.E io odiooooo i saldi che tanto non trovo mai un cazzo perché è tutto finito ed essendo tutto finito se trovo qualcosa è finita la taglia e ci rosico pure.Quindi che senso ha?Però un giro per i negozi te lo fai,è d’obbligo.Ed è così che finisco per sfogare,inconsciamente,la mia rabbia luciferina sui commessi,che poveri,non c’entrano nulla ma mica è colpa mia se sono incazzato,ahò!
Fondamentalmente non sopporto il commesso che appena entri nel negozio viene lì e ti chiede cosa ti serve.Si,lo so che è il suo lavoro,LO SO.Ma io spesso e volentieri entro solo per guardare,e se trovo qualcosa che mi piace sono il primo a rendere il commesso partecipe,possiamo anche stapparci una bottiglia di champagne e fare una festa,ma prima devo trovare qualcosa.E voglio essere solo in quel momento,devo riflettere.Ma non sempre il mio bisogno di perlustrare la mercanzia in solitudine viene rispettato.E allora mi incazzo.Si caro commesso del negozio di oggi,io volevo solo essere lasciato in pace,quel mio “do giusto un’occhiata” detto con voce da baritono e sguardo cupo significava che volevo guardare per i cazzi miei e ciò implica che tu non dovevi venire lì e dirmi guarda c’è questo e questo e poi anche questo perché non provi questo perché io volevo essere lasciato in pace,cazzo!E mi rodeva già il culo,quindi la mia reazione spropositata fatta di tuoni fulmini e saette era comprensibile e giustificata.E’ stata tutta colpa tua.Neanche a dire che eri figo.

Ora vi lascio.Vado a riflettere sulla mia mediocrità.

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Perla di Upclose alle ore: 19:22| nella categoria :incazzature, post inutili|Link Post

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giovedì, 11 gennaio 2007
SCONTRO EPOCALE

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Questo blog diverrà oggi luogo di acceso dibattito su una delle più annose e insolute questioni di tutti i tempi,dunque diamo il via a:

Umanisti VS non-umanisti

Cari lettori umanisti,siete stanchi di essere di continuo oggetto di ciniche battute e sguardi che trapelano un affatto celato disprezzo da parte dei vostri colleghi studenti iscritti a facoltà quali giurisprudenza,matematica,ingegneria,medicina e ogni altra laurea che non si impianti sul misero ceppo della cultura umanista?Siete stanchi di essere liquidati con un supponente “e che sarà mai” ogni qualvolta prendete l’ardita decisione di confessare ad un vostro amico non-umanista tutta la vostra sincera preoccupazione riguardo all’imminente esame di linguistica che tutti quei foni e fonemi e morfi vi provocano un senso di inadeguatezza esistenziale che spesso sfocia in un allarmante istinto suicida? Ebbene,parliamone.

Questo latente senso di rivalità che contrappone i vari atenei universitari è sempre esistito.Non mi sono documentato ma è così,per forza.Le cause di questa insana discriminazione fra facoltà,vanno ricercate innanzitutto nei meandri più reconditi della psiche dello studente,il quale si è trovato a fare una scelta,quella di consacrare i migliori anni della sua vita allo studio di una particolare disciplina,e ritrovandosi poi in ambiente universitario è costretto a valutare i pro e i contro della sua decisione,nell’80% dei casi con un senso di profondo rammarico.

Ma entriamo più nello specifico.Prendiamo ad esempio due atenei che di comune hanno solamente delle porte,delle aule e dei bagni: lettere e matematica.La facoltà di lettere vede un pullulare di baldi giovani che si diramano in ogni punto dell’edificio,intenti a compiere attività fra le più disparate che solo di rado contemplano la lettura di un libro universitario o la frequentazione di una lezione.La facoltà di matematica da questo punto di vista si presenta sotto un profilo più serio e rigoroso,vedendo la maggior parte dei studenti disseminati nelle aule,con le teste chine sul loro quaderno, dediti alla trascrizione  minuziosa di appunti.Si potrebbe parlare qui di serietà negli studi,ma non lo faremo.Piuttosto,le diatribe più clamorose e che in molti casi portano allo scontro violento verbale e fisico,nascono nel temuto periodo di esami.Se il collega umanista nella maggior parte dei casi continua ad avere una vita normale,dedicando allo studio un numero di ore al giorno che gli permette di mantenere un equilibrio fra gli studi e l’igiene personale,il collega che studia cose “serie” si barrica in casa per giorni e giorni,sommerso da una mole di libri che può,a poco a poco,minare il suo equilibrio psico-fisico.Se il metodo di studio del collega umanista si basa sul principio: ok,questo paragrafo non lo leggo tanto un discorso lo posso tirare fuori,diminuendo così in maniera ragionevole la moltitudine di pagine che lo distoglierebbero dal fancazzismo giornaliero,in nome di una pseudo capacità dialettica che gli permette di dar vita a discorsi dal nulla,il collega non-umanista non andrà a pisciare finchè non avrà saputo ripetere alla perfezione un qualche astruso principio scientifico,a costo di far implodere la vescica.Tutto ciò porta a conseguenze disastrose il giorno dell’esame: il collega umanista sarà felice del suo 30,il collega non-umanista se la sarà cavata con un onesto 24.Questa profonda ingiustizia porta lo studente non-umanista a disprezzare fortemente l’operato del collega immatricolato in lettere,sminuendone in ogni modo le capacità intellettive e puntando il dito contro la discutibile serietà della sua facoltà.

Ma tant’è,le passioni son passioni no?E quindi assumiamoci tutti le responsabilità delle nostre scelte,che tanto il futuro è incerto,e non è detto che i sacrifici verranno ripagati e che con la tua laurea in lettere puoi aspirare massimo a fare il cassiere alla coop.E’ davvero più intelligente il collega immatricolato in ingegneria?E’ davvero un nullafaciente lo studente umanista?

Ebbene,diamo ora via al dibattito.Voglio vedere il sangue.

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Perla di Upclose alle ore: 19:36| nella categoria :studi epistemologici|Link Post

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lunedì, 08 gennaio 2007
SPIDER

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Tralasciando la mia passione malata per spider,gioco di cui sono drogato a livelli imbarazzanti e che occupa sempre più un posto fondamentale nella mia vita,catturandomi per ore e ore ogni giorno,vi parlerò oggi di ciò che vi attende quando prendete l’ardita decisione di uscire e farvi un giro per il corso della vostra città,magari sotto le festività.Prenderò in esame il corso di roma, ma potrei parlare benissimo di qualsiasi tipo di corso e vi dimostrerò come la passeggiata per il corso sia il male ed è preferibile qualunque cosa e sottolineo qualunque cosa.

Ciò che vedi sul corso non è realtà,ma solamente una sua riproduzione infedele alla matrix.Questa distesa interminabile di asfalto ( se vi va male sanpietrini) altro non è che un terribile percorso ricco di ostacoli insormontabili.Il primo aspetto che balza immediatamente all’occhio è la presenza di migliaia di loschi individui che camminano tutti con passo regolare neanche avessero delle catene ai piedi e fossero dei deportati di qualche carcere sperduto sudamericano.Tali individui,che ad un primo sguardo distratto sembrano una massa informe e senza caratteri riconoscibili,sono in realtà una riproduzione in scala 1/10 di tutto ciò che di peggio la società può offrire.Ci sono tutti: i 14enni con il volto devastato dalla tempesta ormonale che si tengono per mano e ogni 5 metri si fermano per darsi un bacino,provocando un tuo arresto improvviso ed uno schianto quasi letale; le famigliole felici con i bambini piccoli che ti corrono in mezzo alle gambe e la madre dietro urla oscenità varie per far tornare il figlio lì che altrimenti qualche zingaro ti si ruba e ti vende gli organi al mercato nero; il tizio che fa i palloncini e che ti ferma nonostante tu abbia palesemente un’età al di sopra dei 6 anni e magari te ne sbatti di avere un palloncino a forma di marmotta ma lui no,ti ferma e ti chiede di andare da lui (mi è successo giuro); i vecchi che hanno un andamento di circa 0,0001 km/h e che te li ritrovi sempre davanti e hai particolare difficoltà a superarli essendo braccato a destra e sinistra dalla gente e o gli sali sopra o prendi anche tu un andamento anziano,emettendo nel frattempo curiosi fonemi detti anche bestemmioni; i turisti che ti fermano per chiederti informazioni idiote; il tizio che ti ferma e ti fa sempre la stessa cazzo di domanda “posso chiederti cosa ne pensi dei ragazzi in comunità?” e poi cerca di venderti un accendino osceno o un portachiavi a forma di lucertola e se non te lo prendi si incazza e ti manda a fanculo (quelli li becco sempre,sarà la mia aria da tossico); le adolescentelle arrapate che ti fissano e poi si guardano fra loro emettendo quegli odiosissimi suoni acuti che ti possono bucare il timpano e che tu non capisci se ti hanno dato del figo o dello sfigato;quelli che stanno immobili coperti da uno strato di una strana sostanza argentata o dorata e che mi fanno davvero tanta paura,ne sono terrorizzato e quando li vedo voglio piangere; la signorotta ricca col pelliccione e piena di buste,che fa traballare il suo culo cellulitico su un paio di improbabili tacchi a spillo.Ciò determina il fatto che se vuoi entrare in un negozio non puoi,visto che tale folla si dirama in qualsiasi cosa abbia un porta,impedendo ogni tuo passaggio,anche in modo cruento.

Alla fine del corso ti ritrovi così sudato,provato,conscio di aver espiato non sai quale peccato ma sicuramente qualcosa di molto grave,e soprattutto stanco.Le soluzioni sono tre:

1)Andare al corso ad orari ragionevoli,tipo fra le 23.00 e le 7.00 di mattina.
2)Aggirarsi con un fucile ed urlando,in modo che così la gente si sposti.
3)Rimanere a casa a giocare a spider.

Vi lascio intuire quale soluzione adotto io.

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Perla di Upclose alle ore: 18:08| nella categoria :studi epistemologici|Link Post

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giovedì, 04 gennaio 2007
SONO UN MIGNOTTONE

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Questo post si riallaccia sia a questo che a questo.

Dunque,è giunto il momento di raccontarvi questa cosa,che in più di un anno di blog ho sempre tenuta celata perché è veramente una cosa imbarazzante,che mi farà perdere milioni e milioni di fans in tutto il mondo e mi porterà ad essere,definitivamente,un uomo senza dignità.

Alle medie la scuola ebbe la geniale intuizione di organizzare una festa di carnevale,di quelle fighe ricche di coriandoli e maschere bizzarre.Cardine della festa era un concorso,dove erano previste esibizioni in maschera con tanto di ricchi premi per i vincitori.Io e alcuni miei compagni di classe volevamo partecipare,perché dopotutto ci sembrava una cosa davvero entusiasmante.Ma cosa proporre alla moltitudine di bizzarri personaggi che ci avrebbe osservato con occhio critico e sputtanatore nel corso di quel grande concorso?Era necessario qualcosa di davvero ardito e a dir poco originale.Tutti avanzavano proposte esaltanti ma quando interpellarono me,che ovviamente non stavo ascoltando e non me ne poteva fregare di meno,sparai la prima cosa che mi passò per la mente: travestiamoci da spice girls e balliamo e cantiamo.Con mia grandissima sorpresa nonché stizza la proposta venne accolta fra un plebiscito di consensi e da lì a breve iniziò pericolosamente a tramutarsi in realtà.Paura.Ci demmo i ruoli ed io,terrorizzato all’idea di indossare una gonna che avrebbe mostrato a tutti i peli delle gambe,decisi subito che avrei fatto Mel C:si trattava solamente di indossare una tuta dell’adidas e ne possedevo a decine,niente di più semplice.Ai miei compagni di classe andò peggio: Geri era intepretata da un nano malefico obeso e doveva portare un vestito lungo e scosciato blu cucitogli per l’occasione dalla nostra bidella;Victoria era intepretata da Marco,mio attuale amico,il quale si vide costretto ad indossare una gonna girofiga contro la sua più bieca riluttanza; le altre non mi ricordo sinceramente chi le faceva,evidentemente sono delle persone inutili.Ci insegnarono la coreografia,che ballavamo in modo penoso,imparammo le parole della canzone in un inglese a dir poco maccheronico (la canzone era “spice up your life”),e insomma,andammo.Ci truccarono anche e avevamo delle parrucche.Sembravamo tutti dei gran mignottoni ma di quelli sfigati,che con 10 euro una pompa ci scappa.Io in particolare sembravo un transessuale brasiliano,complici una parrucca nera che si impicciava tutta,un trucco appena appena accennato che moira orfei al confronto è una donna acqua e sapone,e una voce che andava diventando adulta perché in piena fase puberale e non si addiceva ad una fine ragazza inglese.
Partecipammo al concorso,ci esibimmo e nel delirio inutile di quella merdosissima festa vincemmo fra urla e complimenti,era una cosa davvero soddisfacente,volendo.Ma non finì qui.
Qualche mese dopo una nostra professoressa ci comunicò che la nostra scuola era stata invitata a partecipare ad un grande concorso per giovani talenti e lei aveva pensato bene di iscriverci per riproporre il nostro grande spettacolo da drag queen.Credo che la professoressa ora sia morta per tutte le maledizioni che le ho lanciato,incazzato nero com’ero.Dovemmo fare anche un provino per partecipare e stranamente lo superammo fra gli sguardi carichi di approvazione degli esaminatori,che secondo me ci vedevamo come fenomeno da baraccone,non altro.Seguirono settimane di grande preparazione,perché ora il livello del concorso aumentava e noi dovevamo essere più presentabili e bravi.Credo che quella coreografia ancora me la ricordo per quanto dovemmo provarla.I miei compagni di sventura dovettero indossare abiti ancora più sbrilluccicanti e scosciati,io per fortuna avevo sempre la solita,impagabile tuta dell’adidas.

Arrivò il giorno del concorso,ci esibimmo in un auditorium grande e colmo di gente.Il bello è che gli altri partecipanti proponevano cose assolutamente di classe,chi suonava,chi cantava,chi faceva altre cose.Noi eravamo 5 dodicenni travestiti da zoccole che cantavano una canzone delle spice girls e sculettavano quando c’era lo shake shake shake.Cristo che vergogna.Comunque fu un successone,ci dedicarono anche una standing ovation e dieci minuti di applausi.Non vincemmo perché non vinceva nessuno.Esiste un filmato di quella esibizione,non so ora dove sia ma spero vivamente che qualcuno ci abbia registrato sopra una puntata di amici di maria de filippi.

E ora che non ho più una dignità e mi sono autosottoposto alle più svariate tipologie di insulti vi dirò che tutto ciò ha delle profonde morali.

Morale 1: se decidi di travestirti da donna fallo,ma con discrezione.
Morale 2: se decidi di renderti ridicolo la gente apprezza,perché così si sente migliore.E non ha tutti i torti.
Morale 3: dopo questa confessione il blog si autodistruggerà.Addio.

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Perla di Upclose alle ore: 17:59| nella categoria :storie di vita vissuta|Link Post

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lunedì, 01 gennaio 2007
C'E' UN PRINCIPIO DI IGUANA

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Finalmente il 2006 è finito.Andato.Ciao.Pèpèpèpè.Mi è stato proprio sul culo quest’anno di merdaaaa che mi ha portato tanti casini e tanti e tanti casini ma soprattutto tanti casini.Dunque caro 2006,puoi andartene tranquillamente a fare in culo,perché il 2007 già mi piace,come si è già preannunciato da questi ultimi giorni 2006osi (no caro 2006,non basteranno una manciata di settimane positive sul tuo finire per farmi cambiare idea sul tuo conto) e dai grandi e danzanti festeggiamenti del capodanno,trascorsi con delle persone che amo fra tante risate e svomitazzate nel cesso di Rob ma vabbè,bisogna pur bere a capodanno.Oggi però a causa dei festeggiamenti sono entrato a far parte del magico mondo degli automi,riesco solamente ad esprimermi mediante ultrasuoni che, ahimè, nessuno comprende,ma io mi esprimo,si sappia.Dunque godiamoci questo periodo di grandi novità.Adesso basta,è finita la parentesi inutile dei bilanci che fanno tutti e io sono un uomo mediocre,devo farli anch’io cazzo!

Da domani devo studiare lettori,ma devo proprio!Ho i libri,ho deciso gli esami che devo dare e in quali date darli;c’è solo un piccolissimo problema: non mi va proprio per un cazzo!No ma davvero,se apro un libro mi viene da piangere e mi sento sconfitto in partenza.Ma dentro di me so! (il punto esclamativo dà il giusto pathos) che tutto sta nell’iniziare e quindi devo iniziare! Solo! Che! Non! Mi! (ci ho preso gusto!) vaaaaa!Come faccio? Datemi dei saggi consigli per uscire dal tunnel del non-studio-perché-mi-sento-bloccato perché mi sento veramente sfigato.E ok che lavoro,che sono una persona piena di impegni (dal grattarmi al culo a scaccolarmi),ma io sono prima di tutto uno studente di lettere.E proprio il fatto che studi lettere,ovvero una laurea inutile che non mi servirà a un nulla ma almeno potrò dire a tutti che ho studiato qualcosa che mi piaceva perché io valgo e me ne fotto del futuro gnè gnè gnè,dicevo,proprio perché sono prima di tutto studente devo studiare.Si,il ragionamento ha un suo perché.Ora voi lettori fornitemi dei validi motivi per cui io dovrei scrollare le mie chiappe dal letto e poi rimettercele per studiare,visto che studio sul letto.E ricordatemi anche che i miei 64 crediti contro i 180 necessari per la laurea sono una cosa davvero vergognosa.Ho fiducia in voi,vi voglio bene.

E ora avrei diecimila cose da raccontarvi,ma proprio tante,solo che non ve le dirò perché sono cazzi miei. Sappiate però che ho toccato le tette di Cavalla Golosa.

Adesso vado a fare la cacca,ho un intestino che dà un sacco di soddisfazioni.

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Perla di Upclose alle ore: 21:16| nella categoria :riflessioni, cazzate|Link Post

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